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D’accordo

 Una cadenza piccarda

è il ciliegio fiorito

il tuo braccio sulle spalle

e un intreccio di mani

per gioco.

 

 
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Pubblicato da su aprile 10, 2014 in Uncategorized

 

Integrazione del sintomo

 

Un tendine in ostaggio all’usura

e qualche sintomo accessorio alla noia.

Svogliatamente prefiguro la domenica

il litoraneo fraseggio dei passi,

incredula alle dicerie dei petali

solo adesso riconosco la stagione

forse vedremo i cormorani

e un venticello primaverile

una risata, l’effrazione del silenzio

prima che faccia sera.

 
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Pubblicato da su marzo 21, 2014 in Uncategorized

 

L’intermittenza delle nuvole

 

Si respira un cielo purissimo

citramarino

o forse è solo l’idea che abbiamo

della trasparenza a convincerci

della bella stagione. 

Ma non sconfina a domani

questo stato di grazia

e osservando i rami di pino

mi chiedo del coraggio

degli alberi che reggono il gelo.

 

 
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Pubblicato da su marzo 14, 2014 in Uncategorized

 

Percorsi

 

Sull’ingannevole ?????!!!!!!((( chiusura))) di un ellisse

è passo sbilanciato il nostro incedere,          (unò… unò… unò… tic… tic… tic…)

lo sguardo volge altr-ove                  (Dove? Dove? Dove?)

non sarà mai il sentiero ri-percorso,      (cerchio, inizio-fine, alfa-omega, riciclo, tondo perfetto)

ma solo le parole                (bla bla bla bla)

in salvifica consolazione

ripetute.              (rip…..te, rip…..te, rip…..te, rip…..te, ***…..**, ***…..**)

Se questa vita fosse strada

avrebbe l ’a n d a m e n t o l e n t o

delle curve di montagna,

con l’impreciso che dietro il gomito

si para

d’improvviso

mentre bipedi boriosi …    (soufflé ariosi)

con zampettio sco-mpo-sto

smaniosi avanzano

a   f__a__t__i__c__a

 
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Pubblicato da su febbraio 13, 2014 in Uncategorized

 

Per grammatica diversa

Ti leggo le vene che procedono
dritte, poi la curva
la distrazione sottile del pensiero
la mia sosta all’incrocio,
stringendo l’iride alla luce
leggo le strategie del gioco
la disciplina esatta delle parole
a descrivere abitabile ogni vuoto,
ma mentre la pelle ti tengo
a contatto dei palmi, mi dico
che senza alcun mistero è il gesto,
dare parola al corpo converrebbe
alla grammatica diversa delle mani.

 

 

 
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Pubblicato da su gennaio 24, 2014 in Uncategorized

 

Il lato sconosciuto della Luna

Di parola in parola questo viaggio

un segno dopo l’altro

a fotografarsi vivi

per minuzie di sagome e contrasti

ma non pretende troppa luce l’io

poco del poco si intuisce

al tocco della mano

sempre nascosto un lato della luna.

 

 

 
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Pubblicato da su gennaio 15, 2014 in Uncategorized

 

Dimmi cosa

Non è colpa delle nuvole
se a trentasette gradi Nord
il sole sparisce.
Com’è irreale il cielo
col suo velario di pioggia,
e il livido dell’aria che sbaraglia
le parole imprecise,
incapaci a descrivere le stagioni finite, 
la nausea del risveglio
e le mie mani, sempre quelle, ma diverse.
Dimmi cosa pioverà di bello oggi.
Provo a narrarmi intanto
cerco di darmi un senso.

 

 

 
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Pubblicato da su dicembre 1, 2013 in Uncategorized

 

Archeologia dei cassetti

Ha l’asprigno del gelso
questa striscia d’ aurora
ora che ai mulini manca il vento,
dove li avremo dimenticati
i chiari di luna e le mani
allacciate sui fianchi.
Non ho più fiato né occhi
per leggere quel biglietto
dove dicevi d’amarmi.

 
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Pubblicato da su settembre 26, 2013 in Uncategorized

 

Sciocchevolezza N°14

Anniversaire

Se questa sequenza di lune
mi guasta l’umore,
picchiettami la vena stizzita del collo
con un’eccedenza di baci,
orchestrami un ladrocinio di crucci, 
fammi pacifico il mare negli occhi.

 

 

 

 
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Pubblicato da su settembre 11, 2013 in Uncategorized

 

Il Testimone

Io ho visto tutto. Ero lì per caso, nascosto dietro un filare di viti. Ero stato attirato da un grappolo che immaginavo succoso e zuccherino. I pampini, rosseggianti, ancora attaccati ai tralci, si frapponevano tra me e il ragazzo che procedeva lungo lo sterrato. Il rombo mi aveva colto di sorpresa ancora prima che la moto apparisse dal gomito della curva ed ero rimasto immobile, impaurito.
Aveva percorso il sentiero fino allo strapiombo e lì si era arrestato. 
Era tornato indietro oltrepassandomi e dopo una nuova inversione era sceso dal sellino; si era sfilato adagio il casco e lo aveva posato per terra.
Risalito, era rimasto fermo per un attimo.
Avevo sentito il motore aumentare di giri e l’avevo visto partire facendo schizzare sassi e polvere.
Non è stato un incidente, come qualcuno dirà. L’ho guardato negli occhi, prima di seguirlo nel volo. 
Ho provato a dirgli qualcosa per fermarlo, ma solo gli altri storni hanno capito.

 
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Pubblicato da su settembre 7, 2013 in Uncategorized