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Vuoto a perdere

Vuoto a perdere
Quanti saranno gli spicchi
di questo tramonto, mi chiedo,
le facce delle medaglie
Potremmo anche contare i punti fermi
le virgole, le righe su cui scrivere
scene di mare, di schiume venefiche,
di cormorani spauriti
in questa contemporaneità
di salsedine, odori benzenici
resine similpino, vertigini
mai paghi di tecnologia
continuiamo a parlare di progresso.

 
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Pubblicato da su marzo 11, 2015 in Uncategorized

 

Due note e un vecchio film

Una linea di basso di due note, due…
la leggerezza è sempre difficile
anche se ha bisogno di poco,
i pezzi della villa di Taylor che esplodono piano
“Stai attento con l’ascia, Eugene.”
Di tutto il resto c’è un vago ricordo.
Che la morte prevale su tutto
lo scoprimmo dopo.

 
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Pubblicato da su marzo 1, 2015 in Uncategorized

 

La ferma curva del cielo è un’iperbole indimostrabile

Hanno strani raggiri le nuvole, anse,
per abbracciare il giorno
prima che il sole cali.
Poi la muta bellezza si stravolge, frana
e che mai sarà questa nuvola rossa
sull’orizzonte di vento
cenere d’ossa, papaveri secchi?
In una Guernica di membra scomposte
seguiamo le contorsioni della strada
ma per capirle tutte ci vorrebbe la follia
di andare ad occhi chiusi
ché abbiamo bisogno ogni tanto
di un rosso furore, del brivido
di un nervo scoperto,
adesso, io vorrei essere fiore, goccia di mare,
brillare, sudare, morire di schianto,
poi, glissare vorrei senza graffi
con l’unghia sui tasti
leggera.

 
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Pubblicato da su gennaio 28, 2015 in Uncategorized

 

In fila alla cassa

Questa fila alla cassa
alle diciannove e cinquanta
i bollini dei punti, i miei capelli
che fanno il filo alle tue mani
il tempo che passa, lo spreco,
il gelo dei surgelati, lo scorporo dei fiati.
E si estromettono al tatto
le mani con garbo
scorrono come l’acqua
a levigare senza scintille
accortezze indecifrabili
quasi non fosse amore.

 

 

 
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Pubblicato da su gennaio 21, 2015 in Uncategorized

 

Fioritura dicembrina


Ha una vibrazione ovattata dicembre
un lascito di evanescenti malinconie,
ma si appendono ai rami di resine e aghi
germogli di baci, florilegi di buone intenzioni
speranzose euforie, sebbene clandestine.

 
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Pubblicato da su dicembre 29, 2014 in Uncategorized

 

La tenacia del tenero

Dicono che pioverà, che darà fine
l’acqua a questo delirio di luce
al secco delle zolle
dove non ristagna
che qualche piccolo grumo di acerbo.
Dicono pagherà l’ostinazione
di dare acqua alle radici morte
appena un credibile pretesto
al germoglio per aprire la scorza
e tutto rinverdire.

 

 

 

 
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Pubblicato da su ottobre 27, 2014 in Uncategorized

 

L’ngovernabile movenza degli steli

Si slanciano in alto gli steli
dei gigli di prato, hanno gli occhi
che scrutano il cielo, eppure
dicono sia transitoria
questa loro rincorsa alle nuvole,
li chiuderanno le fibbie del sonno
disinvolte, al giro di boa della notte,
così, per un taglio di freddo
declineranno lo sguardo nel nulla
e senz’altra avvisaglia
sui davanzali sverranno anche i petali.
E se l’umore si tinge d’asfalto
sia lode al ramo che resiste al peso
all’occhio rivolto controvento
al controcanto dell’allodola alla notte.

 

 
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Pubblicato da su giugno 9, 2014 in Uncategorized