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Archivio mensile:settembre 2012

Mareggiata

Non solo gli spigoli danno

il privilegio della svolta

ma anche i silenzi

e i quattro passi sul lungomare

di una qualunque Torre costiera

alla sferza del vento di grecale 

sono una buona occasione

per avvistare le tue scarpe

parallele alle mie

o più avanti con angoli devianti

e poco importa l’asincronia

fra le mie gambe e le tue

insieme vanno.

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Pubblicato da su settembre 30, 2012 in Uncategorized

 

Niente da domandare

 

Taormina, 17 agosto 2012

Sarà il capogiro

per l’equilibrio incerto sopra i tacchi

o per l’ondulare d’un rosso dentro il vetro?

Forse per la percezione, che dal basso,

rende piccole le nuvole?

Ma adesso, sotto questo cielo di fuoco

non voglio domandarmi della musica celeste

ché già sorride Vinicio al ritmo di una morna,

con la divisa da istrione sopra il cuore di poeta

voglio provare in questo gioco di note

a guardare ancora con l’acerbo degli occhi.

 

 
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Pubblicato da su settembre 17, 2012 in Uncategorized

 

I quindici fiori di Arles

Volevi questo, Vincent?

Che l’energia della marea di sole

mi valicasse l’argine degli occhi

fino a scorrere, luce sotto pelle,

e dilagare tra il cuore e il diaframma,

che questo tuo giallocromo lisergico

mi facesse levitare, violando

la gravità, gli spazi di Euclide

fino a respirare

dal centro della scena i fiori

l’arricciatura di petali, udire

questa ondulazione di steli

anch’essi tremanti

commossi?

 

 
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Pubblicato da su settembre 13, 2012 in Uncategorized

 

Diario del sintomo

N°1

Ecco cos’è

sotto le ceneri, resti del fuoco

sedimentati strato sopra strato

e ci sorprende in mezzo ad essi il tempo

nel fermo immagine fossilizzati

poco che scorra nelle vene tranne gli anni

solo qualche linea d’amore

come di febbre che a tratti scalda i polsi

per confidare nell’estensione della pelle

fino a carezza.

 

 
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Pubblicato da su settembre 8, 2012 in Uncategorized

 

A matita, inconsistenze in bianco e nero

A una panoramica d’occhi
giacche che si salutano di schiena
la distrazione sottile dei capelli
che al vento sono sempre leggeri
come appunti a matita, sfumati
da dita sapienti.
                     Solo ogni tanto
uno sguardo s’impiglia a un sorriso
come una borsa a un occhiello di lana
ed è subito strappo: d’amore o di niente.

 
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Pubblicato da su settembre 5, 2012 in Uncategorized